Andiamo ad analizzare altri metodi per sviluppare la memoria. Se non avete letto la prima parte dell’articolo vi consiglio di farlo cliccando qui.

Innanzitutto volevo ribadire il concetto che quando qualcosa ci interessa la nostra memoria funziona molto meglio rispetto a quando non è stimolata da un qualcosa di positivo. Pensiamo a una persona dell’altro sesso che ci piace fortemente. Questa ci lascia il suo numero di telefono a voce… e noi non avendo nessun modo di prendere appunti al momento saremo costretti a ricordarlo a memoria. Beh io son sicuro che la maggior parte di noi non se lo scorderebbe.. per niente al mondo. Cosa fareste voi per ricordare il numero? Beh è semplice… Il metodo è classico ed è assolutamente banale: si scompone il numero in tanti numeri più piccoli che magari ricordiamo, ad ognuno dei quali associamo qualcosa. Il nostro compleanno, il nostro numero civico, etc.

Se supponessimo invece di non avere un posto dove tenere il numero cosa succederebbe? Beh sicuramente dopo un po’ di tempo non dovremmo più ricordare tutte le associazioni di numeri a eventi, onomastici e numeri civici. Il numero entrerà a far parte della nostra memoria, e basterà pensare alla persona che ci verrà in mente il numero di telefono completo.

Ecco, in questa fase il numero di telefono è entrato a far parte della memoria a lungo termine. Se ci pensate ci son tante persone che a distanza di vent’anni ricordano ancora il vecchio numero di telefono di casa dei loro compagnetti delle elementari.

Quindi la prima verità che viene fuori da questi esempi è che

più un concetto viene elaborato dal nostro cervello, più è probabile che questo entri nella memoria a lungo termine.

Sviluppare la memoria parte 2

Questo è il motivo per cui tanti metodi per sviluppare la memoria falliscono: essi sviluppano la memoria a breve termine e vanno bene nel breve periodo. Vanno bene a uno studente per preparare un’interrogazione, ma già uno studente universitario che dovrà preparare un esame pesante, si troverà in difficoltà a ricordare concetti studiati magari un mese prima, con dei semplici metodi associativi.

E questo è anche il motivo per cui a volte, quando vi sembrava di aver capito perfettamente un argomento leggendolo sul libro, vi trovavate a un’interrogazione/esame con un vuoto nella testa.

La memoria a breve termine può durare anche giorni, settimane, ma se il vostro obiettivo è imparare bene un argomento, allora dovete sviluppare la memoria a lungo termine.

Perciò ben vengano le varie tecniche mnemoniche nel caso in cui le informazioni da elaborare siano da ricordare per poco tempo, ma nel caso in cui vogliate diventare davvero bravi o acculturati, beh, cambiate metodo! E lasciate perdere i giochini della Nintendo DS!

Il primo segreto è che la memoria a lungo termine va sviluppata nel tempo. E’ inutile pensare di fissare un ricordo nella memoria a lungo termine concentrandoci intensamente solo per pochi minuti. Questo può succedere nel caso il ricordo sia particolarmente traumatizzante (Disturbo Post Traumatico ad esempio), ma in generale non può succedere.

Vi faccio un altro esempio: quante volte capita che conosciate a memoria delle canzoni, magari di cantautori che neanche vi piacciono, solo perchè vengono trasmesse spesso alla radio? Quest’esempio è importante per due punti fondamentali:

  1. la memoria a lungo termine è in funzione del tempo
  2. la memoria a lungo termine può essere sviluppata associando più stimoli sensoriali
  3. la memoria a lungo termine è funzione della comprensione.

Il primo punto l’abbiamo esaminato nelle righe precedenti. Se siete di fronte ad un argomento e volete che diventi parte del vostro patrimonio culturale, l’unico metodo che avete è spenderci tempo.

Questo processo può essere accelerato tramite il punto 2 ed il punto 3.

Il punto 2 dice che se noi associamo degli stimoli uditivi (come nel caso della canzone) o tattili, o olfattivi alle informazioni da memorizzare, è molto più facile che le ricordiamo.

Il punto 3 dice che maggiore è la nostra comprensione delle informazioni da memorizzare, minore sarà il tempo impiegato a memorizzarle.

Per chiarire meglio quest’ultimo punto vi farò altri due esempi: pensate a una canzone in una lingua che non conoscete bene. Pur ascoltandola tutto il giorno non riuscirete mai a memorizzarla. Oppure pensate a una canzone in una lingua che conoscete, ma fatta solo di parole messe senza senso l’una dopo l’altra. Ci metterete molto più tempo rispetto ad una canzone con un testo di senso compiuto. E’ lo stesso motivo per cui gli slogan pubblicitari utilizzano semplici frasi di senso compiuto. Entrano meglio in testa e rimangono memorizzate per molto tempo (pensate a slogan di tanti anni fa, son sicuro che ne ricorderete tantissimi, a volte senza neanche ricordare l’oggetto pubblicizzato).

Nella prossima puntata vedremo di analizzare meglio questi aspetti.